3. quella: Beatrice.
5. che se n'alluma retro: che ne è illuminato alle spalle.
9. come nota con suo metro: come il canto con l'armonia che
lo governa.
14. in quel volume: in quel cielo che, rotando, si volge.
15. quandunque: ogni volta che.
18. acume: acutezza. Dio è, dunque, un punto luminoso.
19. par quinci: appare, dalla terra, più piccola.
22. appresso : vicino al sole, l'alone circondare la luce che gli
dà i colori dell'iride (" che 'l dipigne ") quando il vapore, che
esso alone forma, è più denso.
25. un cerchio d'igne: un cerchio di fuoco, cioè il coro
angelico formato dai Serafini.
27. quel moto: il Primo Mobile, il più veloce dei cieli rotanti (
" che più tosto " ).
28. circumcinto: circondato.
32. 'l messo dl Iuno: l'arcobaleno, o Iride, messaggera di
Giunone.
33. arto: stretto.
39. s'invera: attinge luce.
40. in cura: in ansia.
44. sì tosto: cosi rapido.
46 Se 'l mondo fosse posto: se il mondo sensibile fosse
disposto nello stesso ordine dei cori angelici, sarei
soddisfatto di quel che mi hai anticipato con le tue parole. Ma
nel mondo sensibile, si può invece vedere che le rivoluzioni
dei cieli rotanti sono tanto più veloci, cioè infiammate
dall'amor divino, quanto più sono lontane dal centro,
occupato, secondo il sistema tolemaico, dalla Terra che è
immobile.
55. l'essemplo e l'essemplare: il modello e la copia.
60. per non tentare: per il motivo che nessuno ha tentato di
scioglierlo.
63. t'assottiglia: medita tra sottili argomentazioni (cfr. c.
XIX, 82).
64. Li cerchi corporai: i cieli rotanti che, diversamente
dall'Empireo, sono corporei, sono ampi o stretti (" arti ")
secondo la loro maggiore o minore " virtute " o influenza che
li compenetra.
67. Maggior bontà: la bontà, quanto è maggiore, tanto più
vuole estendere il suo influsso; un corpo maggiore contiene ( "
cape " ) maggior salute, se tutte le sue parti sono perfette
(" igualmente compiute " ).
70. costui: il Primo Mobile, nel quale Dante sta con Beatrice.
73. per che: per cui, se tu adatti la tua proporzione (" misura
") alla virtù dei cori angelici e non alla apparente ampiezza
dei cerchi in cui ruotano, tu scorgerai una mirabile
corrispondenza di maggiore ampiezza dei cieli, con superiore
(" più ") virtù angelica, e di minore ampiezza, con minore
virtù. In conclusione, il coro dei Serafini, più piccolo perché
più vicino a Dio, ma più ricco di virtù, muove il cielo rotante
più ampio e più vicino a Dio: il Primo Mobile; di seguito i
Cherubini muovono il Cielo Stellato, i Troni Saturno, le
Dominazioni Giove, le Virtù Marte, le Potestà il Sole, i
Principati Venere, gli Arcangeli Mercurio e gli Angeli la
Luna.
81. Borea: il vento di tramontana, che dalla parte destra
donde soffiava più temperato, diveniva il maestrale.
82. la roffia: i vapori addensati.
84. paroffia: letteralm. parrocchia; qui: parte, regione.
93. più che 'l doppiar: che si perde nelle migliaia, più del
numero che si ricava dalla duplicazione successiva delle 64
caselle della scacchiera. Allude alla leggenda secondo la
quale l'inventore degli scacchi chiese come compenso, al re
di Persia, un chicco di grano per la prima casella, due per la
seconda, quattro per la terza e cosi sempre raddoppiando. Ne
risultò un numero, di diciannove cifre, tale che in tutto il
paese non esisteva un corrispondente quantitativo di grano.
95. a li *ubi*: nei luoghi assegnati.
100. i suoi vimi: legami (cfr. lat. "vimen").
101. per somigliarsi: per rendersi simile: al punto, quanto
possono; e tanto possono, quanto ad essi è concesso di
vedere la divinità.
105. 'l primo ternaro: la prima gerarchia angelica.
111. non in quel ch'ama: la beatitudine è nel vedere Dio e non
nell'amore di Dio, che segue la visione.
112. mercede: il merito che nasce dalla grazia divina e dal
buon volere d'ognuno.
118. sberna: canta. In origine, "svernare" era il cantare degli
uccelli a primavera.
119. melode: melodie.
120. onde s'interna: per i quali è triplice.
126. ludi: feste, letizie.
127. s ammirano: guardano ammirati a Dio.
130. Dionisio: Dionigi Aeropagita, vescovo d'Atene e autore
di numerose opere mistiche, tra cui "De coelesti Hierarchia",
che qui Dante usa come fonte.
133. Gregorio: San Gregorio Magno dissentì ( " si divise " )
dall'opinione di Dionigi.
135. di sè medesmo rise: rise del suo errore, " cosi come si
può dire che faccia Dante ritrattando l'opinione espressa nel
Convivio " (Vandelli). Cfr. Conv. II, 6.
136. proferse: manifestò, rivelò.
138. ché chi 'l vide: poiché San Paolo quando fu rapito in
cielo (cfr. Inf. c. II 28) vide l'ordinanmento angelico e lo
rivelò a Dionigi, che il Santo stesso convertì al Cristianesimo.