1.
Quanto: E' questo un passo molto confuso. Il senso generale è:
quanto della sfera celeste, che sempre è in movimento
("scherza")
come un fanciullo, è visibile ( " par " ) dall'alba (
" 'l principio del
dì " ) alla fine dell'ora terza, cioè per tre ore,
altrettanto al sole
appariva (" pareva ") esser rimasto del suo cammino
verso il
tramonto: nel Purgatorio (" la ") era il vespro e in
Italia (" qui ")
mezzanotte. Se nel Purgatorio mancavano tre ore al tramonto, a
Gerusalemme, cioè agli antipodi, dovevano mancare tre ore
all'aurora, valutabile intorno alle 6 a Gerusalemme erano dunque
le 3 e in Italia, dove è una differenza di tre ore in meno
rispetto a
Gerusalemme era mezzanotte. II conto torna ma tutta l'immagine è
macchinosa e inefficace.
7. per mezzo 'l naso: in mezzo al
viso, poiché, girato il monte, i
poeti sono rivolti ad occidente.
11. a lo splendore: dalla
luminosità.
12. non conte: sconosciute.
14. solecchio: gesto compiuto
portando alla fronte la mano, aperta
a visiera, per riparare gli occhi dalla luce eccessiva.
17. salta: si riflette.
18. salendo: tornando in su in
modo pari (" parecchio ") a quello
col quale discende.
19. si diparte: si allontana dalla
perpendicolare (" dal cader de la
pietre ") nella stessa misura angolare ("in igual
tratta "), così come
dimostrano l'esperienza e la scienza.
22. rifratta: riflessa.
25. a che non posso: contro cui
non posso far schermo al viso in
modo che mi giovi (" vaglia ").
29. la famiglia del cielo: le
creature celesti.
30. ch'om saglia: che si salga
(" om " è impersonale, come il
francese on, dal lat. homo).
34. Poi: dopo che.
36. vie men: meno ripido ( "
eretto " ) degli altri.
37. linci: di lì.
38. Beati misericordes: è
l'inizio della quinta beatitudine evangelica.
La misericordia è la virtù contraria al vizio dell'invidia.
39. Godi tu che vinci: s'intende
l'ostacolo del peccato. " E' un
saluto augurale, che esprime il sentimento delle anime in
vidiose,
ormai fatte ardenti di carità " (Rossi). E' presumibile
che, a questo
punto, l'angelo abbia cancellato un'altra P dalla fronte di
Dante.
42. prode: giovamento (cfr. c.
XIII, 67).
44. Che volse: cosa volle
intendere Guido del Duca, quando disse
esclusione di ogni compagno? (" e <<divieto>> e
<<consorte>> cfr. c.
XIV, 87).
46. magagna: difetto o colpa,
cioè l'invidia.
47. non s'ammiri: non ci si
meravigli.
49. Perché: poiché i vostri
desideri si rivolgono a quei beni la cui
consistenza (" parte ") diminuisce (" si scema
") quando si sia in
più a goderne (" per compagnia "), l'invidia muove ai
sospiri, come
un mantice (" mantaco "), i vostri petti.
55. ché, per quanti: ché quanti
più sono quelli da cui in cielo ( " lì
" ) si dice "nostro", tanta più beatitudine
possiede ciascuno e
maggiormente s'illumina d'amore quel cielo ( " chiostro
" ).
58. Io son: sono ancora più
lontano (" digiuno ") dall'esser
soddisfatto. Dante non comprende come un bene, se distribuito,
possa rendere più ricchi i numerosi possessori.
66. dispicchi: cogli tenebre dalla
vera luce.
69. com'a lucido corpo: come la
luce colpisce un corpo capace di
rifletterla.
71. sí che: "sicché quanto
maggiore è la carità, tanto più ad essa si
dona la eterna bontà " (Momigliano).
73. s'intende: è innamorata.
76. disfama: sazia la tua voglia
di sapere.
80. le cinque piaghe: le cinque P,
che ancora Dante ha sulla fronte.
81. per esser dolente: in virtù
del dolore provato come penitente.
84. luci valhe: gli occhi
desiderosi di vedere.
85. una visione: cominciano esempi
di mansuetudine.
89. Figliuol mio: riferisce
l'episodio evangelico della disputa di
Gesù coi dottori nel tempio, quando Maria, ritrovato dopo tre
giorni di ricerche il divino fanciullo, non lo rimproverò, ma si
rivolse a lui con mansuetudine.
94. quell'acque: le lacrime.
L'altra è la moglie di Pisistrato, che
pianse lacrime d'ira quando quel sentimento in lei (" in
altrui ") si
accese. Narra Valerio Massimo che uno sconosciuto, baciò sulla
pubblica via la giovane figlia di Pisistrato, signore di Atene;
la
madre desiderava che l'audace fosse punito con la morte, ma
Pisistrato rispose: " Se puniremo con la morte chi ci ama,
cosa
faremo a chi ci vuol male? ".
97. de la villa: della città dl
Atene; per la scelta del nome da dare
alla città, vennero a contesa tra loro Poseidone e Atena, la
quale
riportò la vittoria.
107. un giovinetto: è Santo
Stefano, lapidato dai Giudei.
111. al ciel porte: " Teneva
gli occhi fissi al cielo, quasi porte ad
accogliere in sé la visione di Dio " (Casini-Barbi).
115. di fori: alle cose esterne,
che son vere al di fuori di lei.
127. larve : maschere.
130. perché non scuse: affinché
non ricusi.
133. per quel che face: per la
ragione per cui lo fa chi vede solo
con l'occhio del corpo (" l'occhio che non vede ").
137. frugar: penetrare nell'anima
per stimolare.
139. per lo vespero: cfr. v. 6.
141. serotini: della sera.
145. li occhi: la vista