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Origine del Diamante Per conoscere lorigine del diamante è necessario accennare all'elemento chimico carbonio (C). Il carbonio appartiene al IV gruppo della tavola periodica degli elementi e combinato è uno degli elementi fondamentali della materia organica. Esso si rinviene in natura anche allo stato elementare ossia come carbonio puro non combinato. In questo stato elementare esso può presentarsi come diamante o come grafite.
Nonostante l'identica composizione
chimica questi due minerali presentano caratteristiche fisiche del tutto differenti.
Nella scala di durezza Mohs alla
grafite corrisponde una durezza 1-2 risultando pertanto un minerale tra i più teneri in
natura, al diamante il valore massimo, ossia 10, relegandolo come il minerale più duro
esistente in natura; la grafite è un minerale sempre opaco, nero a differenza del
diamante che può presentarsi trasparente e incolore; ancora la grafite brucia più
facilmente del diamante ed è attaccabile parzialmente da alcuni acidi. A temperature superiori ai Solitamente a queste profondità la temperatura supera i 1.200 °C eccetto nella parte inferiore dei vecchi cratoni stabili Archeani, dove le temperature a queste profondità sono comprese tra i 900 °C e i 1200 °C. Questi vecchi cratoni si formarono più di 2,5 miliardi di anni fa ed da allora non sono stati coinvolti importanti eventi tettonici. Essi formano il nucleo dei vecchi continenti. Gli esempi sono il cratone Canadese, il
cratone siberiano, quello del Kalahari nel Sudafrica, il cratone centroafricano Kasai e
il cratone Ovest africano. I diamanti si formarono nella parte inferiore di questi
cratoni; eruzioni vulcaniche di origine profonda possono aver portato i diamanti dalla
profondità di 150-200 km in superficie. |
Oltre alle zone cratoniche, da recenti
studi geologici, si ipotizza che i diamanti possano formarsi anche sotto gli oceani in
condizione fisiche adeguate sempre che vi sia la presenza del carbonio. Questi tipi di vulcani sono chiamati kimberliti o lamproiti, la loro differenza dipende solo dalla loro diversa composizione mineralogica e chimica. Nei periodi geologici passati si sono avuti diversi episodi vulcanici di questo tipo: 1.100 M.a. (Premier, Argyle, Mali, India), 520 M.a. (Venetia, Russia), da 250 a 90 M.a. la maggior parte dei camini kimberlitici africani, 50 M.a. (Lac de Gras, Tanzania), 20 M.a. (Ellendale, nellíovest dellíAustralia). I condotti esplosivi e i crateri sono una
mistura di kimberlite e roccia del posto polverizzata che contengono piccole quantità di
diamanti (nell'ordine di 1 ct per ton di roccia). Nel Bellsbank l'erosione fu più intensa, e i diatremi kimberlitici furono erosi completamente lasciando soltanto i dicchi kimberlitici. Gli scavi minerari dei diatremi di kimberley
hanno rimosso completamente nel corso dell'ultimo secolo la maggior parte delle rocce del
condotto vulcanico permettendo di giungere fino alla zona dei dicchi di alimentazione. Le kimberliti diamantifere con diamanti da gemma pari a 0,1 ct/ton sono estremamente rare.
Attualmente sono state sfruttate circa 30 Kimberliti diamantifere. Trovare nuovi giacimenti di kimberlite è la nuova sfida poichè la maggior parte di quelli facilmente ritrovabili sono già stati scoperti. Con la crescente domanda di diamanti, si prevede quindi che le scorte di diamanti diminuiranno dopo il 2000. |
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